Franz Listz
Franz Liszt, conosciuto, in ungherese, come Ferenc Liszt e in tedesco anche come Franz von Liszt (Raiding, 22 ottobre 1811 – Bayreuth, 31 luglio 1886), è stato un compositore, pianista e direttore d’orchestra ungherese.Ha studiato e suonato a Vienna e Parigi. Durante la sua vita ha girato tutta l’Europa tenendo concerti un po’ ovunque.
Uno dei grandi virtuosi del pianoforte dell’800, fu legato a Frédéric Chopin da amicizia e stima reciproca.
Ha rivoluzionato la tecnica pianistica e il rapporto tra pubblico ed esecutore.
Liszt nasce a Raiding, nel 1811. Come non pochi musicisti di quel tempo, mostra già prima dei 10 anni le sue innate capacità musicali. Dopo aver iniziato precocissimo lo studio del pianoforte con il padre Adam, funzionario del principe Esterházy, a undici anni Franz Liszt si trasferisce con la famiglia a Vienna dove può seguire lezioni di composizione con Salieri e di pianoforte con Czerny, uno dei più rinomati virtuosi dell’epoca. Nel 1823 è a Parigi dove studia teoria e composizione con Paer ma viene rifiutato al Conservatorio della capitale da Cherubini.
Nel 1825, quando già si era fatto conoscere come pianista, suona a Londra al cospetto di Re Giorgio IV. Lo stesso anno completa la sua unica opera “Don Sanche” che debutterà a Parigi. La sua fama di interprete cresce e nel 1826 è in tournée in Francia e Svizzera pur proseguendo gli studi con Reicha.
Dal 1828 si stabilisce a Parigi dove vive insegnando musica; incappa in uno sfortunato affare con Caroline de Saint-Cricq che lo porta in uno stato di frustrazione e depressione che riuscirà a superare solo con l’aiuto della lettura e della fede. Nel 1830 fa parte del pubblico che assiste alla prima esecuzione della Sinfonia Fantastica di Hector Berlioz; farà inoltre la conoscenza di Mendellsohn e Chopin.
Nel 1833 Liszt conosce una delle donne che segneranno la sua vita, la contessa Marie d’Agoult; l’anno seguente George Sand. Nel 1835 fugge in Svizzera con Marie d’Agoult che lo farà diventare padre di Blandine; inizia intanto a comporre “Album d’un voyageur”. Nel 1836 fa conoscere Chopin a George Sand. L’anno seguente scrive i “12 grand études” e combatte il famoso duello musicale contro Thalberg. Ne esce vittorioso.
A Como intanto nasce la secondogenita Cosima e nel 1839 il figlio maschio Daniel; Liszt inizia la composizione della parte Italiana dei suoi “Annes de Pelerinage” ma fa anche la conoscenza, nel 1840, di due figure fondamentali (per lui e per la storia della musica): Schumann e Wagner. Con quest’ultimo il sodalizio, in nome del progetto di una musica per l’avvenire, è immediato e trasforma il diabolico pianista, ormai anche idolo delle folle in senso pienamente moderno, in uno dei più accesi sostenitori dell’arte totale di Richard Wagner. Il carteggio che ci è rimasto costituisce un documento di rara intensità e profondità poetica.
I concerti in giro per il mondo si susseguono frenetici ma nel 1844 rompe con Marie d’Agoult; incontra nel 1847 a Kiev la principessa Caroline Von Sayn-Wittgenstein con la quale si trasferisce in Polonia. Insediatosi a Weimar nel 1848 inizia la composizione del poema sinfonico “Les Préludes” e della Sinfonia “Berg”.
Durante la rivolta di Dresda del 1849, Liszt aiuta Wagner, noto rivoluzionario, a fuggire in Svizzera. Sono anni di febbrile rigurgito creativo, innumerevoli sono i capolavori che escono dalla sua penna (il poema sinfonico “Mazeppa”, la Sonata, i due concerti per pianoforte ed orchestra n.1, il “Totentanz”, e centinaia di pezzi pianistici), anche se la morte del tredicenne Daniel lo prostra notevolmente.
Nel 1861, durante un viaggio a Parigi, suonerà per Napoleone III e conoscerà Georges Bizet. Lo stesso anno a Roma cercherà di sposare Caroline Von Sayn-Wittgenstein, la quale però non riuscirà a farsi annullare il precedente matrimonio.
Nel 1862 compone lo stupendo “Cantico del sol di San Francesco d’Assisi” e deve sopportare la morte della primogenita Blandine. A questo punto una crisi mistica lo porta alla decisione di entrare nel monastero della Madonna del Rosario di Roma. La relazione che nel frattempo era nata tra la figlia Cosima ed il suo pupillo Richard Wagner minano i rapporti con quest’ultimo.
Nel 1864, in memoria di Blandine, scrive “La Notte” e nel 1865 finalmente può gioire della nascita di Isolde frutto dell’unione di Cosima e Wagner. In Vaticano intanto riceve gli ordini minori. La sua vena compositiva si volge sempre più verso la musica sacra; compone la “Missa Choralis” e il “Christus” (1867).Nel 1870 la figlia Cosima ottiene il divorzio dal precedente matrimonio e può sposare finalmente Wagner, evento che due anni dopo porterà i due a riconciliarsi. Anche questi ultimi anni sono comunque assai fecondi, basti ricordare, accanto a decine di pagine di straordinaria bellezza, ora metafisiche ora potenti e coinvolgenti, alcune versioni di Romance oubliée, l’orchestrazione del Secondo Mephisto walzer, i Valse oubliée n.1, 2, 3 e 4.Nel 1886 Liszt affronta un viaggio a Londra per riceve alcune onorificenze incontrando il Principe di Galles e la Regina Vittoria, nonché, a Parigi, l’uomo destinato a sconvolgere forse più ancora di lui la concezione stessa dell’arte musicale: Claude Debussy. In Germania, durante il festival di Bayeruth dello stesso anno (festival com’è noto creato da Wagner) Franz Liszt si ammala gravemente di polmonite. Muore il 31 luglio 1886. Il suo catalogo include numerosi lavori sinfonici a programma, due concerti per pianoforte e orchestra e un numero elevato di pezzi per pianoforte più un esemplare bacino di pezzi per organo che cambieranno il volto organistico tedesco per sempre.Vari dei suoi pezzi sono entrati nel repertorio della musica classica e sono conosciuti da un vasto pubblico; tra essi la celeberrima Rapsodia ungherese n. 2 in Do Diesis Minore, il Sogno d’amore n. 3, il Mephisto Waltz, la Ballata in Si minore, il Concerto in Mi Bemolle Maggiore e la Sonata in Si Minore.
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Johann Sebastian Bach

La madre di Bach, Elisabeth Lämmerhirt, morì molto presto e suo padre la seguì quando J.S. Bach era un ragazzo di soli 9 anni. J.S. Bach dovette trasferirsi presso il fratello maggiore Johann Christoph Bach organista a Ohrdruf in Germania. Durante la permanenza nella casa di suo fratello, J.S. Bach continuò a copiare, studiare, e suonare musica.
Fu a Ohrdruf che Bach iniziò ad imparare i principi del funzionamento dell’organo. Nel periodo degli studi, la sua curiosità lo spinse a contattare i grandi organisti della Germania come Georg Böhm, Dietrich Buxtehude e Johann Adam Reinken; nonostante i lunghi viaggi a volte necessari, andò spesso a sentirli suonare. Fu influenzato anche dalle opere di Nicholas Bruhns. Bach completò la scuola Latina quando aveva 18 anni, carriera già questa impressionante per quel tempo, considerando ad esempio che egli era il primo nella sua famiglia a terminare le scuole. Bach trovò posto come organista a Arnstadt nel 1703. Questo incarico non lo soddisfece — apparentemente si sentiva sacrificato nella piccola città — e presto cominciò a cercare altrove la sua fortuna. Grazie al suo virtuosismo, gli fu offerto presto un posto di organista più redditizio a Muhlhausen. Le prime composizioni pervenuteci risalgono appunto a questo periodo (compresa, secondo alcuni studiosi, la sua famosa Toccata e fuga in Re minore) ma, forse a causa dell’immaturità generale di questa “prima” produzione, gran parte delle composizioni di quegli anni non sono state tramandate .
Non ancora soddisfatto dell’incarico di organista nella cittadina di Muhlhausen, nel 1708, Bach ottenne il ruolo di organista di corte e maestro di concerto presso la corte ducale a Weimar. Qui ebbe modo non solo di suonare l’organo, ma anche di comporre musica per organo e suonare un repertorio più vario di musica da concerto in collaborazione con gli altri strumentisti della corte ducale. Affezionato alla musica contrappuntistica, Bach compose la maggior parte del suo vasto repertorio di fughe nel periodo di Weimar, dove godeva dell’amicizia e della protezione del principe Johann Ernst, buon compositore. Probabilmente l’esempio più noto è costituito dal Clavicembalo ben temperato, che include 48 preludi e fughe, due per ciascuna scala maggiore e minore, un lavoro monumentale non solo per l’uso magistrale del contrappunto, ma anche per l’aver esplorato, per la prima volta, l’intera gamma tonale, la moltitudine delle scale, degli intervalli, delle tonalità. Ciò era stato reso possibile per gli strumenti con tastiera, dall’accordatura con il sistema temperato di Andreas Werckmeister e dalla moltitudine di modi espressivi che le piccole differenze tra i vari intervalli dettati dal nuovo temperamento rendevano possibili.
Durante il soggiorno a Weimar, Bach iniziò a lavorare sull’Orgelbüchlein per Wilhelm Friedemann. Il “libretto” della musica organistica doveva contenere musica tradizionale con inni della chiesa luterana: lo scopo principale doveva essere quello di istruire gli studenti di organistica. In realtà il lavoro, seppure incompleto svolge due grandi temi nell’opera di Bach. In primo luogo mostra il talento per la didattica, e in secondo luogo il suo amore per la tradizione corale sia come formula in sé, sia come sorgente d’ispirazione. La sua dedizione per la didattica è stata senz’altro notevole: non vi fu praticamente nessun periodo in cui non avesse studenti ed apprendisti a tempo pieno con sé, a volte persino studenti privati andavano a studiare a casa di Bach. Tra questi, anche notabili come Johann Friedrich Agricola. Ancora oggi gli studenti di tutti o quasi gli strumenti musicali incontrano le opere di Bach molto presto nei loro studi e spesso rivisitano con maggiore attenzione quelle tecnicamente più impegnative durante tutta la loro carriera.
Non appena iniziò a percepire le tensioni via via crescenti all’interno della corte ducale di Weimar, Bach iniziò di nuovo a cercare un lavoro più stabile, compatibile con i suoi interessi musicali. In seguito al brusco deteriorarsi dei rapporti col Duca, Wilhelm Ernst, che lo fece addirittura imprigionare per qualche giorno, nel dicembre del 1717, Bach si trasferì alla corte del principe Leopoldo di Anhalt-Köthen, dove prese servizio come maestro di cappella, o piuttosto, direttore di musica da camera. Se è pur vero che il principe Leopold, lui stesso musicista e grande estimatore del talento di Bach lo pagava bene e gli garantiva una considerevole tolleranza su ciò che componeva o suonava per lui, egli era calvinista ed i severi principi di questa religione rifiutavano la musica liturgica eccessivamente elaborata: per questo motivo la maggior parte delle opere di Bach in questo periodo fu di natura secolare. I Concerti brandeburghesi, così come molta altra musica strumentale (tra cui le suites), per violoncello solo, le sonate e le partite per violino solo, e le suite per orchestra sono frutto di questo periodo.
Nel 1723, J. S. Bach venne nominato Kantor (cantore) e direttore musicale della chiesa di San Thomas a Lipsia. Tale incarico richiedeva non solo che egli insegnasse a cantare agli studenti della scuola di canto, ma che fornisse anche settimanalmente musica per le due chiese principali di Lipsia. Andando ben oltre le richieste, Bach si sforzò di comporre un nuovo pezzo di musica da chiesa, una cantata, ogni settimana. Questa programmazione del lavoro, che tutto sommato era sostenibile dal momento che in pratica consisteva nello scrivere un’ora di musica ogni settimana, pur se in aggiunta ai più ordinari compiti della scuola, si rivelò per Bach talmente stimolante da indurlo a produrre musica realmente sublime, che è stata conservata per la maggior parte. Molte delle cantate di questo periodo sono ispirate alle letture bibliche domenicali della settimana secondo il calendario liturgico evangelico e utilizzando gli inni di Chiesa tradizionali come ispirazione per la composizione, come in Wachet auf! Ruft uns die Stimme e Nun komm, der Heiden Heiland.
Per i giorni delle solennità festive, quali il Natale, Venerdì Santo e Pasqua, Bach scrisse cantate e oratori di particolare bellezza, come ad esempio il Magnificat per il Natale, o di notevole complessità come la Passione secondo Matteo per il venerdì Santo. Il compositore stesso considerava la monumentale Passione secondo Matteo tra le sue opere migliori; nella sua corrispondenza, si riferiva a quest’opera come alla sua “grande Passione” e ne preparò con attenzione un manoscritto autografo che richiedeva per la sua rappresentazione la partecipazione di tutti i musicisti disponibili nella città. La rappresentazione bachiana dell’essenza e del messaggio della cristianità nella sua musica religiosa è così potente, accurata e bella, che in Germania il suo autore a volte viene considerato come un Quinto Evangelista.
Bach sposò una cugina di secondo grado, Maria Barbara Bach, il 17 ottobre 1707, dopo aver ricevuto una piccola eredità. Ebbero 7 bambini, 4 dei quali sopravvissero ai problemi dell’infanzia. Si sa ben poco di Maria Barbara, che morì improvvisamente il 7 luglio 1720 mentre Bach era in viaggio con il principe Leopoldo.
Durante il soggiorno a Köthen, Bach incontrò Anna Magdalena Wilcke, giovane soprano. Si sposarono l’11 dicembre 1721. Nonostante la differenza di età piuttosto marcata (lei aveva 17 anni di meno) la coppia ebbe un matrimonio molto felice. Anna aiutava Johann nella composizione (molte versioni definitive delle partiture sono di suo pugno), mentre lui la incoraggiava nel canto. Insieme ebbero 13 figli.
Tutti i figli di Bach, fin da piccoli, mostrarono una forte propensione musicale, cosa che dovette essere sicuramente motivo di orgoglio per il compositore, a mano a mano che gli anni passavano. I figli Wilhelm Friedemann Bach, Carl Philipp Emanuel Bach, Johann Gottfried Bernhard Bach, Johann Christoph Friedrich Bach, e Johann Christian Bach divennero tutti musicisti affermati, tra loro C. P. E. Bach fu un ottimo compositore, molto più famoso, ai suoi tempi, del suo celebre padre. In quel periodo non si poteva certo parlare di parità tra uomo e donna e molte erano le barriere nei confronti delle donne che intraprendevano una carriera professionale; nonostante ciò tutte le figlie di Bach si dedicarono al canto se non addirittura al professionismo musicale come strumentiste. Solamente una delle figlie di Bach si sposò, Elisabeth Juliana Friederica scelse come marito lo studente di Bach Johann Christoph Altnickol. La maggior parte della musica di Bach che è giunta fino a noi è passata attraverso i suoi figli, che preservarono la maggior parte di quello che C. P. E. Bach chiamava il “vecchio archivio Bach” dopo la morte del padre.
A Lipsia, Bach si trovò a suo agio con gli altri docenti dell’università; molti dei professori divennero padrini dei suoi figli ed alcuni degli uomini di lettere e dei teologi in servizio all’università fornirono i libretti per le sue cantate. Bach, negli ultimi anni della sua vita, ebbe una relazione di amicizia particolarmente redditizia sul piano artistico con il poeta Picander. Johann Sebastian e Anna Magdalena ospitavano spesso amici, famiglie e musicisti da tutta la Germania; i musici delle corti di Dresda e Berlino, così come altri musicisti tra cui Georg Philipp Telemann (uno dei padrini di Carl Philipp Emanuel), erano di frequente ospiti a casa di Bach e intrattenevano regolare corrispondenza con lui. È singolare che non si incontrò mai con Georg Friedrich Händel, pur essendo i due compositori nati nello stesso anno e nonostante Handel fosse stato diverse volte in Germania.
Negli anni trascorsi a Lipsia, per la precisione dal 1729 al 1741, Bach aveva composto delle cantate in media a cadenza settimanale, raccogliendo così un repertorio di musica religiosa che con relativamente poco lavoro di revisione e qualche adattamento gli permetteva di continuare un programma musicale di tutto rispetto per la Domenica e le altre festività comandate, pur coltivando in maniera serrata altri interessi in materia di musica di carattere più mondano, sia vocale, sia strumentale. Molte delle opere che datano in questi ultimi anni sono frutto della collaborazione del Collegium Musicum di Lipsia; tuttavia alcuni di essi consistono in composizioni maggiormente introspettive e astratte, veri capolavori che rappresentano il culmine dell’arte bachiana. Le cosiddette opere erudite iniziano con i quattro volumi del suo Clavier-Übung (esercizi alla tastiera), un insieme di opere per strumenti a tasti che includono le 6 Partite (Vol. I), il Concerto italiano, l’Ouverture alla francese (Vol. II) e le Variazioni Goldberg (Vol. IV).
È dello stesso periodo la Messa in Si minore, una messa cantata completa, in parte ricavata da pezzi già precedentemente composti. La Messa non è mai stata eseguita durante la vita di Bach, ma di fatto è considerata uno dei suoi capolavori di musica corale.
Si narra dell’incontro con il re Federico II di Prussia a Potsdam nel 1747. Questi aveva suonato un tema per Bach e gli chiese di improvvisare una fuga. Bach improvvisò una fuga a quattro voci, cosa assolutamente eccezionale. Successivamente egli fece dono al re dell’Offerta Musicale, che comprendeva diverse fughe e canoni basate sul “tema reale”. In seguito, utilizzando un proprio tema, Bach scrisse L’arte della fuga, 14 fughe (chiamate contrappunti da Bach), tutte basate sullo stesso tema, dimostrando la versatilità e la flessibilità di una singola melodia.
Il contributo di Johann Sebastian Bach alla musica o, per utilizzare un’espressione resa popolare dal suo allievo Lorenz Christoph Mizler, alla “scienza della musica” è di frequente comparato al contributo di William Shakespeare alla letteratura inglese o di Isaac Newton alla fisica. Durante la sua vita compose oltre 1000 opere.
C’è un’altra singolare coincidenza che lega la vita di Bach all’altro grande musicista coevo Georg Friedrich Händel: ambedue persero la vista. Già duramente provata dalle fatiche della composizione e – con molta probabilità – dalla cataratta, la cosa avvenne per mano dello stesso ciarlatano, l’oculista itinerante John Taylor, detto the Chevalier per distinguerlo dai molti omonimi. Si presume che la causa della morte di Bach sarebbe stata la setticemia, proprio in conseguenza del secondo degli interventi agli occhi da parte di Taylor, probabilmente effettuato con attrezzatura non sterile.
Una leggenda racconta che Bach avesse riacquistato miracolosamente la vista poche ore prima di morire.
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Claude Debussy
Claude Achille Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918 ) è stato u
n compositore e pianista francese,esponente del movimento simbolista,malgrado i posteri lo introducano fra gli impressionisti.
Studiò presso il Conservatorio di Parigi (1872-84) e vinse il Premio di Roma nel 1884, soggiornandovi tra il 1885 e il 1887. Probabilmente una grande influenza ebbero le sue visite a Bayreuth (1888, 1889) e l’ascolto di musica di Gamelan di Giava a Parigi nel 1889.
L’influenza di Wagner è evidente nella cantata La damoiselle élue (1888 ) e nei Cinq poèmes de Baudelaire (1889) mentre altre sue canzoni dello stesso periodo, in particolar modo l’impostazione delle arie scritte sulla base di poemi dell’amico Verlaine (Ariettes oubliées, Trois mélodies, Fêtes galantes) sono in uno stile più capriccioso, come se facessero parte di un quartetto d’archi in Sol minore nello stile di César Franck (1893); in tale opera non solo aveva utilizzato il modo frigio ma anche altri modi ancor meno consueti, in particolare il modo tonale intero, per creare un’armonia oscillante che aveva scoperto attraverso le opere dei contemporanei: Mallarmé nel Prélude à l’après-midi d’un faune, opera per orchestra eseguita per la prima volta nel 1894 e utilizzata poi nel 1912 per la produzione del balletto omonimo di Nižinskij, e Maeterlinck nell’opera Pelléas et Mélisande, scritta in larga misura intorno al 1893-5 sebbene non completata fino al 1902. Queste opere portarono una fluidità nel ritmo ed un colore nuovi per la musica occidentale.
Tra i suoi più importanti lavori per orchestra ricordiamo i tre Notturni (1899), studi caratteristici di armonia e struttura velata (‘Nuages’), esuberanti scorciatoie (‘Fêtes’) e seducenti movimenti completi (‘Sirènes’). La mer (1905) ricerca una forma più sinfonica, con un finale che elabora temi dal primo movimento, e attraverso una parte centrale (Jeux de vagues) procede con molta meno immediatezza e con più varietà di sfumature. Le tre Images (1912) sono legate molto più lievemente, e l’opera più ampia, Ibéria è di per sé stessa un trittico, una mescolanza di allusioni vagamente spagnole. Infine, il balletto Jeux (1913) contiene alcune delle più bizzarre armonie e trame in una forma che si muove liberamente al di sopra del suo proprio spazio di unione come motivo musicale. Altri successivi lavori teatrali, inclusi i balletti Khamma (1912) e La boîte à joujoux (1913) e il giallo Le martyre de St. Sébastien (1911), non furono totalmente orchestrati da Debussy, anche se St. Sébastien è da ricordare per il sostegno a un’antica atmosfera modale che era altrimenti sfiorata solo in brevi pezzi per piano (ad esempio La cathédrale engloutie).
Debussy scrisse molta musica per pianoforte e i brani più importanti con cui cominciarne l’ascolto sono opere che, alla moda di Verlaine, guardano al decoro rococò con moderni cinismo e perplessità (Suite bergamasque, 1890; Pour le piano, 1901). Il suo primo volume di Images pour piano 1904 – 1905 evoca tonalità che erano raramente state udite in lavori di suoi contemporanei come ad esempio frasi che ricordano lo sciabordio dell’acqua nel primo brano Reflets dans l’eau o come l’omaggio all’influenza di Jean-Philippe Rameau in una lenta e misteriosa danza di corte nel secondo brano Hommage à Rameau. Ma qui, come nei suoi pezzi per orchestra, Debussy cominciò ad associare la sua musica con impressioni visuali dell’Oriente, Spagna, paesaggi, e altro, in una sequenza di messe in scena di brevi brani. Ciò può essere ascoltato nel volume di brani conosciuto come Estampes, composto nel 1903 e che raggruppa brani opportunamente intitolati, ad esempio Pagodes che evoca una sensazione d’Oriente e di magnifiche pagode con le loro solenni torrette. Il secondo brano in Estampes dal titolo La soirée dans Grenade rammenta vividamente un’atmosfera spagnola. Pure nella sua famosa Children’s Corner Suite per pianoforte, che scrisse per la sua amata figlia che chiamava Chou-chou, si suggeriscono suggestioni dall’Oriente dovendosi infine notare anche una nuova ondata di influenza jazz nel suo pezzo Golliwogg’s Cake-walk, mentre Debussy si diverte alle spalle di Richard Wagner.
L’ultimo volume degli Etudes (1915) similmente interpreta varietà di stili e trame, meramente come esercizi pianistici, e comprende brani che sviluppano all’estremo forme irregolari come anche altri influenzati dai lavori del giovane Igor Stravinsky (presenza anche nella suite En blanc et noir per due pianoforti, 1915). La rarefazione di questi lavori è presente anche nell’ultimo gruppo di musiche, i Trois poèmes de Mallarmé (1913), e nella Sonata per flauto, viola e arpa (1915), nonostante la sonata e i pezzi ad essa simili ricatturino anche il classicismo inquisitivo di Verlaine. Il progettato gruppo di sei sonate è bruscamente interrotto dalla morte del compositore, per un cancro rettale.
Claude Debussy morì a Parigi il 25 marzo del 1918 durante l’ultima grande offensiva tedesca della Prima guerra mondiale, mentre l’esercito prussiano assediava Parigi con il cannone a lunga gittata Parisgeschütz dislocato non distante dalla capitale. Era solo 8 mesi prima che la vittoria venisse dichiarata, in Francia. In quel momento la situazione militare francese era considerata da molti disperata, e questa circostanza non permise che gli fosse dato l’onore di un funerale di stato, o di cerimoniose orazioni al momento della sepoltura, o celebrazioni delle sue opere. La processione si snodò lungo le strade, deserte e squarciate dai cannoni tedeschi, della sua amata città. Ma dopo questo momento di obbligato abbandono, la cultura francese l’ha sempre ricordato e celebrato come uno dei suoi più distinti rappresentanti.
La morte di Debussy, come anche l’intera Prima Guerra Mondiale, coincisero con il triste termine della Belle époque, che testimoniava lo sbocciare a Parigi di sofisticazioni e modernità mai testimoniate prima in Europa.
Venne sepolto nel Cimitero di Passy.
Rudolph Réti specifica che l’impresa di Debussy fu la sintesi della “tonalità melodica” con base monofonica con le armonie, seppur diverse da quelle della “tonalità armonica” (Reti, 1958 ).
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Chopin

Frédéric François Chopin, vero nome Fryderyk Franciszek Szopen [1] (Żelazowa Wola, 1 marzo 1810[2] – Parigi, 17 ottobre 1849), è stato un compositore e pianista polacco. È considerato il più grande compositore polacco ed uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi.Fu tra i rappresentanti principali del Romanticismo e venne chiamato il poeta del pianoforte. Tuttavia nella sua musica convergono elementi di derivazione classica: l’equilibrio tra le parti, l’estrema precisione della scrittura, la perfezione stilistica. Le origini del suo linguaggio musicale si trovano in primo luogo in alcuni compositori preromantici, allora molto noti, come Johann Nepomuk Hummel, John Field e Maria Szymanowska, che gli trasmisero l’inclinazione all’inquietudine e al pessimismo e, sul piano strettamente musicale, la tendenza ad ampliare le possibilità della modulazione ed il gusto per l’architettura tripartita del Lied. La musica di Chopin è profondamente influenzata anche dal dialetto musicale polacco: la musica popolare del suo paese. Infine, le sue melodie traspongono sul pianoforte l’ampio respiro e il morbido fraseggio del melodramma italiano contemporaneo, in particolare di Vincenzo Bellini. Dal 1927 viene organizzato in Polonia il Concorso Pianistico Internazionale Frédéric Chopin, il primo concorso monografico del mondo, fondato da Jerzy Żurawlew. Tra i più celebri studiosi del musicista polacco figurano Gastone Belotti e Jaroslaw Iwaszkiewicz.Chopin nasce in una famiglia dedita alla musica. Il padre, Nicolas, nato in Francia si trasferì definitivamente in Polonia molto giovane e vi rimase per tutta la vita. Fu prima governante e dopo essersi trasferito da Żelazowa Wola a Varsavia insegnò lingua e letteratura francese in alcune scuole della capitale e amministrò infine un istituto per i figli degli aristocratici polacchi più illustri. La madre, Justyna Krzyżanowska, amava suonare il pianoforte. Frédéric ebbe tre sorelle: Ludwika, Izabela ed Emilia (quest’ultima morì molto giovane, all’età di 14 anni). Il suo primo insegnante privato fu un Ceco, Wojciech Żywny. Fu lui a scoprire il grande talento musicale del suo allievo.Nel 1817 debuttò come compositore con la Polacca in Sol minore e la sua prima esibizione pubblica si tenne nel 1818. Nel 1827 entrò al Liceo di Warszawa e cominciò i suoi primi studi di armonia, contrappunto e composizione sotto la guida di Józef Elsner, il quale ebbe a scrivere su di lui: “Frédéric Chopin, allievo di terzo anno. Capacità incredibili, un genio della musica”. Questo periodo fu caratterizzato dall’interesse del giovane Chopin per la musica popolare: compose tra l’altro le Mazurche da ballo e il Rondeau in Do minore.Negli anni 1826-1829 Chopin studiò alla Scuola Superiore di Musica, suddivisione del Dipartimento di Arti e Scienze dell’Università di Varsavia. Era a quel tempo un attivo partecipante della vita culturale di Varsavia, amava frequentare i concerti di Niccolò Paganini ed assistere alle opere presentate da Karol Kurpiński nel Teatro Nazionale (Don Giovanni di Mozart e il Il barbiere di Siviglia di Rossini). In questo periodo scrisse le Variazioni in Si bemolle maggiore, basate su un motivo del Don Giovanni ed i Rondeaux virtuosistici, basati sulle musiche popolari. Gli anni 1829-1831 sono per Chopin gli anni del primo amore (per la cantante Konstancja Gładkowska) e dei primi successi come compositore. Nascono in quel periodo i due Concerti per pianoforte, in Fa minore (op. 21) e Mi minore (op. 11). Durante un soggiorno a Vienna Chopin soffrì per le notizie che gli giunsero dalla Polonia riguardo la rivoluzione di novembre. Egli non ritornerà mai più in patria. Le composizioni di questo periodo sono drammatiche e liriche, caratteristiche che sostituiscono piano piano la spensieratezza popolaresca e il sentimentalismo dei lavori precedenti. A Parigi Chopin condusse una vita di virtuoso, componendo brani che divennero presto “di moda” e piacquero nei salotti. Fece amicizia con molti musicisti (Franz Liszt, Vincenzo Bellini, Hector Berlioz), era invitato a esibizioni private, non in quanto musicista, ma in quanto ospite e fu invitato anche a corte. Nel 1835 si fidanzò con Maria Wodzińska, ma la famiglia di questa, dopo un apparente, iniziale favore, si mostrò contraria al matrimonio. Forse in questo rifiuto ebbe una parte importante la salute cagionevole di Chopin, tubercoloso fin dall’adolescenza; ma, secondo la maggior parte dei biografi, pesarono maggiormente ragioni di ordine prettamente economico. Nel 1838 conobbe George Sand, più grande di lui di sei anni e si gettò nelle braccia dell’ “amore compiuto” (parole di George Sand), ma ben presto il rapporto divenne nervoso e caotico. Fuggendo la gelosia del precedente amante di George, i due amanti si rifugiarono a Maiorca, stabilendosi nella Cartuja di Valdemossa, nel Nord Ovest dell’Isola, che li accolse con un tempo pessimo, mentre in Spagna continuava la guerra e la malattia di Chopin si acuiva sempre più. Nel 1839 Chopin e George Sand tornarono in Francia. Trascorsi insieme sette anni, l’incompatibilità dei due amanti emerse inequivocabilmente quando Frédéric prese posizione sul matrimonio fallito di Solange, la figlia di George. La scrittrice lo accusò di esserle nemico e lo lasciò. Il periodo precedente alla rottura con George Sand lasciò un’impronta importante sulla creatività e sulla vita sociale di Chopin.Dopo essersi lasciato con George Sand, Chopin cadde in una terribile depressione che molto probabilmente accelerò la sua morte. Dopo aver lasciato Nohant non compose nessun brano significativo, soltanto qualche miniatura. Durante l’ultimo periodo della sua vita, Chopin fu assistito da una sua allieva scozzese, Jane Stirling, che insieme alla sorella Mrs. Erskine convinse Chopin a trasferirsi in Inghilterra. Ma il rigido clima inglese e la vita mondana in cui vollero trascinarlo le due scozzesi peggiorò notevolmente la salute del compositore. Rientrato a Parigi, morì il 17 ottobre del 1849, circondato dagli intimi (tra cui Eugène Delacroix, Delfina Potocka e la sua più amata sorella, Ludwika). Venne sepolto a Parigi nel cimitero di Père Lachaise, ma il suo cuore è conservato a Varsavia, nella Chiesa di Santa Croce. Da Wikipedia,L’encilopedia Libera
Sonohra

I Sonohra (già conosciuti come Domino e 2tto) sono cantautori: Luca scrive i testi delle loro canzoni insieme al produttore Roberto Tini, mentre Diego si occupa di musiche e arrangiamenti. Il loro primo disco si intitolava Grido e canto fatto ai tempi in cui si chiamavano 2tto. Sempre con il nome di 2tto hanno cantato la sigla del cartone animato Ufo baby, andato in onda in Italia su Rai Due. Il loro primo videoclip fu Come tu mi vuoi,scritta quando si chiamavano Domino. Dopo molti spettacoli live, i Sonohra vengono selezionati per partecipare al Festival di Sanremo 2008 nella sezione Giovani con la canzone L’amore, che si classifica al primo posto. Nello stesso Festival sono stati omaggiati di una brillante parodia da parte di Elio e le Storie Tese. Il 29 febbraio 2008 viene pubblicato il loro primo album, Liberi da sempre. Del 16 maggio è invece la pubblicazione del secondo singolo estratto, “Love Show“.
Il loro genere musicale concilia il linguaggio rock con le più recenti tendenze della musica british, musicando testi in lingua italiana.
Il nome del duo, Sonohra, contiene in sè molteplici significati:
- si chiama Sonora il deserto che confina con lo stato della California
- se si pronuncia rapidamente, assume il significato di suono ora
- con la sua veste esotica, il nome rimanda al concetto della musica senza discriminazioni
Rihanna
Rihanna è nata il 20 febbraio 1988 a Saint Michael, nell’isola di Barbados, coltivando la sua passione per il canto e vincendo già da ragazzina alcuni premi, seguendo le influenze di Alicia Keys e Beyoncè Knowles per perfezionare il suo stile forma una band musicale con alcune compagne di classe, a scuola. All’età di 15 anni, una sua amica le presenta Evan Rogers, un importante produttore musicale già scopritore di altri talenti come Christina Aguilera, che in quel periodo stava trascorrendo le vacanze nella località natìa della giovane Rihanna. Egli la aiutò, insieme al suo partner lavorativo Carl Sturken, a registrare del materiale negli USA e si impegnò a mandare le registrazioni per far conoscere la ragazza. Una di queste fu inviata a Jay-Z, che l’ha segnalata alla Def Jam Records.
L’album di debutto di Rihanna intitolato Music of the Sun, è stato pubblicato il 30 agosto 2005. Il primo singolo estratto fu Pon de Replay che, pubblicato l’11 ottobre dello stesso anno, riscosse un notevole successo nelle classifiche di tutto il mondo ottenendo ottime posizioni e airplay nelle stazioni radio e televisione. Anche la rivista musicale Rolling Stones ha elogiato il brano, pur stroncando l’intero album, assegnandogli 2 stelle e mezzo su 5 totali e considerandolo troppo elementare nel suo genere. A dispetto di questa recensione, però, l’album riscosse un buon successo vendendo svariate copie in tutto il pianeta. Per rafforzare la promozione dell’album, inoltre, Rihanna seguì il tour di Gwen Stefani esibendosi all’apertura dei suoi concerti. Solo in seguito fu realizzato il secondo singolo, If It’s Lovin’ That You Want, che però ebbe decisamente meno successo del primo estratto. Un terzo singolo, Let Me, fu estratto solo in Giappone e ottenne un buon successo, arrivando alla numero 8 della classifica dei singoli locale.
Nell’aprile del 2006, a meno di un anno dal precedente, è pubblicato il secondo album di Rihanna intitolato A Girl Like Me. Il primo singolo estratto dall’album, S.O.S., superò il precedente successo di Pon de Replay raggiungendo la vetta di numerose classifiche – tra cui la Billboard Hot 100 chart – e divenne uno dei tormentoni estivi di quell’anno. Gli altri singoli estratti dall’album furono Unfaithful, che doppiò il successo del precedente singolo, e la meno fortunata We Ride che non raggiunse il successo sperato. Un altro singolo pubblicato solamente in U.S.A. è Break It Off, che arrivò alla posizione 9. Sempre in questo periodo debutta anche in vesti di attrice con un cameo nel film Bring It On: All or Nothing ed è apparsa in un episodio della soap opera La valle dei pini.
Il terzo album di Rihanna, che è sicuramente il suo album di maggior successo fino ad ora, è stato rilasciato tra il maggio e il giugno 2007. Il disco ha raggiunto la seconda posizione della Billboard 200, la prima nella UK Singles Chart mentre in Italia ha raggiunto solo la 21esima posizione della classifica. Il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album è stata la hit pluripremiata Umbrella featuring Jay-Z, rilasciato il 29 marzo 2007 negli USA mentre in Europa è stato pubblicato il 25 maggio 2007. La canzone è balzata in testa alle classifiche di ogni paese del mondo, come negli USA e nel Regno Unito, mentre in Italia ha raggiunto la terza posizione. E’ divenuta la canzone più venduta dell’estate 2007 e un tormentone estivo. Il secondo singolo estratto è Shut Up and Drive, rilasciata a livello mondiale il tra il giugno e il settembre, che ha raggiunto l’ottava posizione della classifica italiana, la quinta nella UK Singles Chart e la 15esima posizione nella Billboard 200. Il terzo singolo estratto dall’album è Don’t Stop the Music, rilasciato tra agosto e novembre 2007, mentre nel Regno Unito sarà pubblicato nel febbraio 2008. In Italia ha raggiunto la seconda posizione della classifica. Come terzo singolo nel Regno Unito è uscito Hate That I Love You featuring Ne-Yo che ha raggiunto la 15esima posizione della UK Singles Chart e la posizione 7 nella Billboard Hot 100 dando a Rihanna la sesta top 10 in USA. Dal 12 settembre 2007 Rihanna ha cominciato il suo Good Girl Gone Bad Tour e a inizio 2008 sarà pubblicato il DVD contenente le performance live del concerto. Il quinto singolo estratto dall’album è Breakin’ Dishes, mentre il sesto e ultimo singolo sarà Rehab, canzone in cui partecipa anche Justin Timberlake.
Ora Rihanna è in studio per registrare il suo quarto album, di cui non si sa ancora nulla, tranne che molto probabilmente uscirà nel mese di novembre 2008.
avril lavigne
Nata in Ontario, Canada, nella cittadina di Napanee, il 27 settembre 1984, Avril Ramona Lavigne è oggi una delle star del rock più seguite dal pubblico degli adolescenti per il suo carattere indipendente, un po’ ribelle forse, ma allo stesso tempo sufficientemente discreto.
Tutto tranne l’ordinario. Questa è la caratteristica da tenere a mente quando si descrive Avril Lavigne. Uno spirito libero, una ragazzina selvaggia, Avril è una di quelle rare creature che iniziano a far sentire la loro voce e la loro personalità già intorno ai due anni di vita. Una ragazza in una piccola città che in classe non si riesce a tenere a freno, animata da una grande determinazione e dalla voglia di sfondare, tanto che quasi con le sue sole forze, parte per New York City e Los Angeles per mettere alla prova la sua smania di musica. Una diciassettenne agguerrita, con in tasca le carte giuste per raggiungere il successo.
“Voglio essere me stessa e con questa mia convinzione fare la mia strada, scrivere di quello che provo e non preoccuparmi del giudizio altrui, devo indossare quello che mi pare, recitare quello che è più adatto a me e cantare quello che mi appartiene ed è più vicino alla mia sensibilità“.
Avril Lavigne ha messo davvero in pratica questi suoi propositi nel suo album d’esordio, “Let go” (2002), un disco che fa bella mostra delle sue qualità vocali, la sua voce cristallina e dei suoi testi, specchio della sua generazione e di ciò che è lei davvero. “Anything but ordinary” è un’ode all’individualità, mentre il primo singolo “Complicated”, è una canzone il cui impeto mette a tappeto i male intenzionati. “I’m with you” raggiunge invece il punto di connessione con il lato più dolce di Avril, ma tracce come “Losing grip” e “Unwanted”, coraggiosamente confrontano argomenti come il rifiuto e il tradimento, con tutto quel turbinio di reazioni che tali temi portano in sé. Poi c’è “My world” e la metaforica “Mobile”, che perfettamente articolano l’esperienza di Avril Lavigne.
“Ho la grande opportunità di realizzare i miei sogni: essere ovunque, svolazzare da un posto all’altro, facendo mille cose diverse ogni giorno. Questo è il mio stile di vita e non sopporterei d’annoiarmi o di essere “normale”“.
A quanto pare Avril è nata con tutta quest’inquietudine. Una bambina che “voleva essere sempre al centro dell’attenzione” e destinata ad andar via dalla natia Napanee, cittadina di cinquemila anime. “Ho sempre saputo quello che volevo diventare“, racconta. “Ricordo che da piccola me ne stavo in piedi sul letto fingendo di essere su un palcoscenico, cantando a squarciagola e immaginandomi migliaia di persone impazzite per la mia musica“. Partendo dalla sua cameretta Avril tenta tutte le strade possibili per avvicinarsi al canto vero e proprio, – iniziando dal coro della Chiesa, cantando musica gospel, passando per i festival e cantando country music nei concorsi per giovani talenti – fino ad approdare all’ingaggio con l’Arista Records.
In un viaggio a New York Avril Lavigne attira l’attenzione di Antonio “LA” Reid, il quale subito intuisce il suo straordinario talento e la mette sotto contratto con l’Arista. A 16 anni si trasferisce a Manhattan e inizia a lavorare al suo primo CD, immergendosi senza timori nel pieno del processo creativo. “Adoro scrivere. Quando sono triste e voglio sbarazzarmi di questo stato d’animo, imbraccio la mia chitarra. Qualche volta penso che la mia chitarra sia un po’ il mio terapista“.
Nonostante la grande dedizione, durante la sua permanenza a New York, gli sforzi iniziali di Avril in studio di registrazione non sembravano sortire gli effetti tanto desiderati. “Ho iniziato a lavorare con delle persone davvero straordinarie, ma non mi sentivo ancora a mio agio. Era come se le canzoni non mi rappresentassero pienamente“, ammette. “Mi sono resa conto di quanto fosse un’esigenza vitale per me scrivere le mie canzoni, fare da me la mia musica. E’ stato un periodo piuttosto stressante, ma non ho mai voluto mollare“. Animata dall’impellente bisogno di esprimere se stessa nella sua musica Avril cambia costa e vola a Los Angeles dove trova quella concentrazione e freschezza di cui sente bisogno.
A Los Angeles incontra l’autore e produttore Cliff Magness e… “Mi sono detta…sì, ho trovato l’uomo giusto! Ci siamo subito compresi, perché è stato per me una guida discreta; lui ha davvero compreso quello che volevo fare e mi ha permesso d’esprimermi liberamente“. Le canzoni di “Let go” iniziano a fluire, con Magness al timone e con il team emergente “The Matrix”, nei cui lavori precedenti si annoverano canzoni per Sheena Easton e Christina Aguilera. Avril si aggancia al Nettwerk Management, già alla guida delle carriere di Sarah McLachlan, Dido, Coldplay, Barenaked Ladies e Sum 41.
Il suo secondo lavoro esce a due anni di distanza dal primo e sembra confermare il talento della ragazza canadese che fa impazzire gli adolescenti di tutti i continenti: il titolo dell’album è “Under my skin” e il singolo “Don’t tell me” risulta trascinante come poche altre canzoni presenti nel panorama pop e rock internazionale del periodo.
Avril Lavigne ogni volta non vede l’ora di poter suonare la sua musica dal vivo. Lei scherzando fa notare che andare in tour con la sua band scatenata, non è poi così diverso da quello che faceva da piccola. “Sono sempre stata un “ragazzaccio” e credo di esserlo ancora. Giocavo a hockey nelle stagioni fredde e a baseball in estate. Adoravo praticare gli sport da ragazzi“.
Ma la musica di Avril Lavigne è in grado di raggiungere indifferentemente i ragazzi e le ragazze, e di certo, anche tutti quegli adulti ancora animati dallo spirito d’avventura anzi, è proprio la reazione di questi ultimi che vuole provocare, risvegliando la loro latente voglia di divertimento. “Non vedo l’ora di suonare dal vivo in giro per il mondo! Voglio che la gente si renda conto che la mia musica è vera, onesta, che viene dritta dal cuore. Per me è fondamentale essere se stessi in quello che si fa“.
Alla fine del mese di settembre 2004 inizia con il concerto di Monaco di Baviera la prima parte del nuovo tour mondiale di 32 tappe chiamato “Bonez Tour”, che si concluderà il 25 novembre a Kelowna in Canada. Alla fine del 2004 l’album conterà più di 7 milioni di copie vendute.
Il 12 marzo 2005 a Kobe in Giappone inizia la seconda parte del tour, fitta di ben 99 date, che si concluderà il 25 settembre a San Paolo in Brasile. In Italia due concerti: a Milano il 29 maggio e Napoli il 31 maggio. Sempre nel 2005 Avril approda al mondo del cinema d’animazione: prima contribuendo alla colonna sonora del film “Spongebob”, poi dando voce a Heather, un personaggio del film “Over the Hedge”.
In autunno registra una cover di “Imagine” di John Lennon per un’iniziativa a favore di Amnesty International. Nel concerto-tributo ai Metallica Avril viene chiamata per interpretare “Fuel”, celeberrimo pezzo della band di James Hetfield che, presente al concerto, ha definito la sua esibizione una delle migliori.
Il 21 febbraio 2006 si esibisce a Torino in un concerto acustico insieme al suo chitarrista storico Evan Taubenfeld durante le premiazioni delle gare olimpiche. Si esibisce anche il 26 febbraio per la cerimonia di chiusura, con la canzone “Who knows”.
Il 15 luglio 2006 Avril sposa il fidanzato Deryck Whibley, cantante dei “Sum 41″, in una tenuta privata a Fresno, in California. Volerà in Italia per il suo viaggio di nozze, gradendo, pare, il Bel Paese e la sua cucina.
Il suo ultimo disco è “The Best Damn Thing” (2007).
tokio hotel
TOKIO HOTEL sono Bill Kaulitz (voce) e Tom Kaulitz (chitarra), Georg Listing (basso) e Gustav Schafer (batteria), e la loro storia sembra la sceneggiatura per un film campione d´incassi.
`Quattro ragazzi tedeschi diventano le più grandi star che la loro natia Germania dell´Est abbia conosciuto negli ultimi 20 anni : album al N° 1 nelle classifiche, concerti davanti a 10/20 mila persone e tanti premi vinti. In poco tempo, la band allarga il campo di battaglia per soddisfare la grande e crescente richiesta non solo dai fans impazziti per loro ma anche da parte dei mass media. L´attenzione è tutta sul cantante Bill e il chitarrista Tom – gemelli identici con una filosofia potente che invita a lottare per i propri sogni. Bill colpisce per la sua bellezza androgina, con piercing e tattuaggi, e senza alcun sforzo riesce a mandare in delirio ragazze e ragazzi, mentre il fratello Tom ha un look particolare che lascia il segno. Registrano e pubblicano due album in lingua tedesca di brani orecchiabili e ricchi di chitarre, e la febbre Tokio impazza`.
Riesci quasi a sentire le telecamere girare, non fosse che.
Nel copione bisognerebbe aggiungere che due dei TH avevano solo 13 anni quando hanno fatto il primo disco e oggi non hanno ancora compiuto 18 anni. E nessuno ci crederebbe – affatto.
Poi! A dire il vero non solo alla sinossi qui sopra non vi è assolutamente alcuna aggiunta di licenza poetica, ma addirittura ne minimizza l´impatto che que questi vivaci teenager hanno avuto sulla Germania dove la febbre Tokio è ormai un´epidemia.
Da quando hanno firmato un contratto discografico con Universal nel maggio 2005, i TH hanno venduto quasi tre milioni di albums e dvd nella sola Germania, diventando la band di maggior successo nel paese e rastrellando parecchi premi e dischi d´oro e platino (per l´esattezza nove platino, quattro oro più altri quattro platino in Austria e Svizzera). E per giunta il loro tour di debutto è stato il più grande mai visto in Germania.
I due albums dei TH – `Schrei´ (`Urlo / Clamore´) e successivamente `Zimmer 483´ (`Stanza 483´), pubblicato di recente – sono andati al N° 1 nelle classifiche e così pure 4 singoli. Il dvd `Schrei-Live´ (2006) ha già venduto 100,000 copie in Germania portando il totale delle vendite dei loro dvd a 250,000. Dal 3 aprile al 14 maggio sono in tour nei migliori stadi europei.
Inoltre sono la più giovane band ad aver scalato le vette delle classifiche tedesche, ed ora sono anche i primi artisti tedeschi ad aver mai raggiunto un successo da delirio in Francia, dove recentemente il loro ultimo album è andato subito al N° 2 già disco d´oro una settimana dall´uscita !!! La radio più importante in Francia – NRJ – dice di ricevere più sms e telefonate per i TH che per Madonna, e assieme al delirio delle fans che bombardano qualsiasi hotel dove i ragazzi alloggiano è evidente che il fenomeno audio/visivo scatenato nelle fans non conosce limiti di lingua o nazione. Francia, Austria, Svizzera e la maggior parte dei paesi Est Europei registrano tutti un successo incredibile e hanno preparato il terreno per la conquista assicurata del mercato internazionale inclusi gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.
La chiave del successo internazionale sarà `Scream´ il nuovo album che comprende il meglio di `Schrei´ e `Zimmer 483´ per un totale di 12 brani (data di pubblicazione prevista 21 maggio). Con una veste grafica modificata e nuove registrazioni in inglese (sette brani dall´album di debutto hanno dovuto essere modficati in tre chiavi più basse per Bill siccome aveva soli 13 anni quando li ha cantati la prima volta) sarà il migliore biglietto da visita per presentare i Tokio Hotel a quei paesi che ancora non sono stati contaggiati dalla `febbre´.
Ai fini del copione del nostro film tutto si è svolto in meno di 2 anni – con tanto impegno e duro lavoro.
Visitando il sito web della loro città, Magdeburg, si può vedere quali cittadini fra la popolazione di 230,000 sono considerati i più illustri. Al primo posto c´è Otto von Guericke, inventore della pompa d´aria, nato lì nel 1602, ma è destinato a dovere cedere il posto ai Tokio Hotel e i fratelli Kaulitz che sono nati quasi 400 anni dopo, Tom 10 minuti prima di Bill.
Il loro patrigno, chitarrista, incoraggia i ragazzi a seguire i loro istinti musicali e entro l´età di 12 anni formano una band con Georg & Gustav – che avevano visto i gemelli cantare e suonare solo con le tastiere. La chiamano Devilish. Uniti dagli stessi gusti musicali la band si lancia e inizia a suonare nei clubs e nei bars di Magdeburg, per poi affittare uno studio di registrazione per registrare il loro set – e si rendono presto conto di aver bisogno di più lavoro, di più esperienza.
In sintesi, bisogna rendere di più e quando iniziano ad impegnarsi in questo senso (con il team di produttori : Dave Roth, Patrick Benzner, Peter Hoffmann & David Jost, che hanno già lavorato con i Mötley Crüe, Jewel, Faith Hill & Falco, e molti altri – hanno anche fatto dei remix per i DOORS), si apre un nuovo mondo. Nella composizione emergono strutture solide, testi emotivi e una direzione che è una via di mezzo fra sensibilità pop e rock ribelle di prima scelta, e a quel punto il sound dei TH inizia a definirsi. Accessibile ? Assolutamente moderno ? Certamente si, ma soprattutto un marchio di fabbrica irresistibile.
Per BILL, Tom, Gustav & Georg, questo processo di apprendimento è una cosa che ricordano sempre ; la prima volta che lavorano con un team di esperti, la prima volta che si trovano in uno studio hi-tech, da fantascienza. Da questo lavoro in studio arriva un nuovo nome per la band – Tokio Hotel appunto – e una serie di brani potenti che non solo attirano l´interesse dell´industria discografica (la Universal ha fatto la proposta dopo che un´altra etichetta aveva fallito nell´intento), ma catturano il pubblico in modo speciale, con il singolo/video di debutto `Durch Den Monsun´ (`Monsoon´) dando il via al progetto in modo spettacolare.
`Monsun´ è andato al N° 1 nelle classifiche tedesche il 20 agosto 2005, e le settimana dopo anche in Austria. Il brano rimane al N° 1 in Germania per sette settimane e ad altre 16 nel Top 100. E´ sempre questo brano ad accendere la miccia del successo in Francia, dove la reticenza delle radio viene abbattuta con la versione inglesee ora diventa il primo singolo a lanciare l´album internazionale `Scream´ con il supporto di un nuovo video girato a Cape Town in Sud Africa con la regia di Daniel Siegler.
Da `Monsun´ in poi, le parole `Tokio Hotel´ e `grande successo´ sono sinonimi, e anche i successivi 4 singoli `Schrei´ (Top 5), `Rette Mich´ (N° 1), `Der Letzte Tag´ (N° 1) & `Ubers Ende Der Welt´ (N° 1), quest´ultimo tratto da `Zimmer 483´. E piovano premi e riconoscimenti di alto profilo come i World Music Awards, gli Eins Live Krone Awards, gli European Borders Breaker Awards e gli Echo Awards, dove hanno recentemente presentato un altro nuovo singolo `Spring Nicht´ (`Non Saltare´) prima di ricevere il premio come `Migliore Video´ per `Der Letzte Tag´ (`Il Giorno Finale´).
Con `Spring Nicht´ (tratto anche questo da `Zimmer´) e la pubblicazione internazionale di `Monsoon´ previsto per il 7 maggio, il copione si arricchisce e si avvale di collaboratori eccellenti. Quello di cui non hanno bisogno sono i servizi di uno stilista, siccome dall´inizio tutti e quattro – specialmente Bill & Tom – hanno scelto di esplorare le loro idee per quanto riguarda l´immagine. Si dice che da piccoli, Bill & Tom indossavano T-shirts con i nomi scritti sopra di modo che gli altri non li confondessero, ma oggi non c´è pericolo che questo riaccada hanno entrambi uno stile unico ma diverso.
Da un lato, c´è Bill, quasi un personaggio `anime´ (ndt da cartoni animati giapponesi) con il suo `look´ esotico e la sua chioma di capelli si è praticamente `inventato´ da quando aveva 6 anni. E oggi è diventato il più grande e passionale `performer´ in Germania e lo sta diventando anche in tutta Europa.
Tom, invece, sceglie un look più `urban´ ma altrettanto particolare – e mette in rilievo lo stile `aderente´ del fratello. Anche nei gusti musicali sono indipendenti; Tom prediligeva AC/DC & Aerosmith e ora s´interessa di Samy Deluxe, stella del hop hop Tedesco, mentre Bill, messo al muro, parla volontieri di David Bowie o cantante tedesca Nena, per la quale ha sempre avuto una passione.
Con i riflettori puntati adosso e i media in subbuglio attorno a loro (la tiratura di Bravo, la rivista tedesca teen è aumentata del 22 per cento con la crescente popolarità del fenomeno TH), può essere difficile per i gemelli prendere decisioni con lucidità. E qui entrano i `2 G´ – il bassista e il batterista. Georg, il bassista, che ama i Fall Out Boy e i Green Day e Gustav, il batterista che invece ascolta i Metallica e i Foo Fighters – sono quelli che nel gruppo portano una visuale molto misurata, sono la calma che ci vuole nell´occhio del ciclone – o sarebbe più giusto dire nell´occhio del monsone.
Se mescoliamo tutti gli ingredienti, otteniamo una giovane band che sono orgogliosi del fatto che hanno imparato a suonare, si può dire, prima di camminare (Gustav suona la batteria da quando aveva 4 anni), fanno dei concerti dal vivo davvero grandi (hanno recentemente preso un palco mobile) e hanno cose positive da dire ai loro fans e coetanei. Si, anche il loro modo di essere e il loro modo di vestire hanno giocato un ruolo significativo nel portarli sotto le luci della ribalta, e si, hanno una età media di soli 18 anni, ma non il loro successo non è una meteora. Fondamentale, l´elemento decisivo è sempre la Musica e quella dei Tokio Hotel è di ottima qualità.
Amy Lee degli Evanescense
Amy Lee è la cantante degli Evanescense. Nasce, con il nome Amy Lynn Hartzler, negli USA, a Riverside, in California, 27 anni fa, il 13 Dicembre 1981. Anche essendo nata, come già detto, in California,la sua famiglia ha vissuto in vari stati,come il Kansas, l’Illinois e Florida. All’età di 6 anni morì la sorella minore,di 3 anni appena, e a lei sono dedicate le canzoni Hello (album “Fallen”) e Like You (album “The Open Door”).
Lithium
Lithium è una canzone dell’album THE OPEN DOOR degli Evanescense del 2007.
Qui sotto riportiamo il Testo e la Traduzione
Lithium, don’t want to lock me up inside.
Lithium, don’t want to forget how it feels without…
Lithium, I want to stay in love with my sorrow.
Oh, but God, I want to let it go.Come to bed, don’t make me sleep alone.
Couldn’t hide the emptiness, you let it show.
Never wanted it to be so cold.
Just didn’t drink enough to say you love me.I can’t hold on to me,
Wonder what’s wrong with me.
Lithium, don’t want to lock me up inside.
Lithium, don’t want to forget how it feels without…
Lithium, I want to stay in love with my sorrow.
Don’t want to let it lay me down this time.
Drown my will to fly.
Here in the darkness I know myself.
Can’t break free until I let it go.
Let me go.
Darling, I forgive you after all.
Anything is better than to be alone.
And in the end I guess I had to fall.
Always find my place among the ashes.
I can’t hold on to me,
Wonder what’s wrong with me.
Lithium, don’t want to lock me up inside.
Lithium, don’t want to forget how it feels without…
Lithium, …stay in love with me.
I’m gonna let it go
Litio – non voglio chiudermi in me stessa
litio – non voglio dimenticarmi come ci si sente senza
litio – voglio restare in buoni rapporti
con il mio dolore, oh ma Dio, voglio lasciarlo andare
vieni a letto, non farmi dormire da sola
non riuscirei a nascondere il vuoto che crei
non ho mai voluto che fosse così freddo
semplicemente non bevevo abbastanza
da dire che tu mi amavi
non posso conservarmi, chiedendomi
cosa c’è di sbagliato in me
litio – non voglio chiudermi in me stessa
litio – non voglio dimenticarmi come ci si sente senza
litio – voglio restare in buoni rapporti con il mio dolore
non voglio che si adagi su di me, questa volta
ha affogato la mia voglia di volare
qui nell’oscurità conosco me stessa
non posso liberarmene finché non lo lascio andare
lasciami andare
tesoro, dopo tutto ti perdono
tutto è meglio rispetto a stare da sola
e alla fine immagino che dovevo cadere
trovo sempre il mio posto tra le ceneri
non posso conservarmi, chiedendomi
cosa c’è di sbagliato in me
litio – non voglio chiudermi in me stessa
litio – non voglio dimenticarmi come ci si sente senza
litio – voglio restare in buoni rapporti
con il mio dolore, oh ma Dio, voglio lasciarlo andare
Un grazie speciale ai siti http://testimania.leonardo.it/ (traduzione) ed a http://www.musicroom.it/ (testo) per i testi